IL PO IN CITTA' TRA NATURA E ARCHITETTURA. LE VALLERE, I MURAZZI, IL MEISINO
Il "progetto hortocampus": adeguamento dei sistemi di fruizione e recupero dell'agroecosistema dell'area attrezzata "Le Vallere" (comune di Moncalieri)
Un progetto cofinanziato con la misura 3.1 B Corona Verde del DOCUP Obiettivo 2 (2000-2006), nell'ambito delle iniziative finalizzate a garantire il permanere delle attività agricole, comprendenti la riqualificazione ed il recupero ambientale e paesaggistico delle sponde del fiume Po. L'intervento si pone l'obiettivo di dare una prima attuazione a parte delle previsioni della Scheda progettuale n. 9 del Piano d'Area del Parco fluviale del Po, che mira a garantire, nella proprietà non regionale dell'Area Attrezzata Le Vallere, il permanere delle attività agricole, ed il recupero ambientale e paesaggistico delle sponde del fiume Po. Nel loro insieme, gli interventi dovranno costituire un tassello per la ricostruzione della rete ecologica dell'Area metropolitana torinese e per l'incremento della sua qualità ambientale, anche attraverso l'incentivazione ed il recupero delle attività agricole che ricadono all'interno di tali aree. Il progetto, proponendosi come "modello", dovrà mettere in moto e promuovere processi di trasformazione sul territorio e processi di sviluppo economico e sociale. Sotto tale punto di vista "Hortocampus" è un'idea che nasce dall'ipotesi di trasformare l'area in un luogo di coltivazione e commercializzazione al dettaglio di prodotti orticoli a basso impatto ambientale, secondo un progetto produttivo gestito da privati, ma organizzato e promosso dall'Ente Gestione del Parco con il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Le risorse attivate fino ad ora ammontano a oltre 751.570,00 Euro.
Il progetto del centro visita del parco del Po presso la Cascina Vallere a Moncalieri
Un progetto per la realizzazione del secondo centro visita del Parco, dedicato in particolare all'approfondimento dei temi legati alla flora dell'area protetta. Il progetto, attualmente in preparazione, prevede la realizzazione di alcuni interventi edili ed impiantistici preliminari, per l'adeguamento dei locali, e, successivamente, l'allestimento degli stessi, attraverso strutture di informazione e accoglienza, nonché spazi tematici destinati ad approfondire gli aspetti naturalistici e storico-culturali del Parco. L'itinerario espositivo comprenderà una grande struttura centrale, che riprodurrà, mediante ausilio di supporti multimediali, il percorso del fiume nel tratto torinese; vi saranno inoltre pannelli illustrativi che approfondiranno alcuni temi botanici e aspetti storici, nonché schermi per la proiezione di filmati. La visita interna sarà collegata con percorsi esterni nel Parco delle Vallere, alla scoperta di curiosità botaniche, in particolare nel giardino fenologico e, più in generale, naturalistiche. L'obiettivo è quello di creare un punto di riferimento per l'accoglienza di un pubblico interessato a riscoprire, a pochi passi dal centro della città, i valori naturalistici e culturali che si possono ancora trovare lungo il grande fiume.
Le risorse attivate fino ad ora ammontano a 70.000,00 Euro. Il costo presunto complessivo dell'intervento è di 230.000,00 Euro.
La riqualificazione del galoppatoio militare di Sassi nella riserva naturale del Meisino (comune di Torino)
Con una specifica convenzione, stipulata nel 2001 fra Regione Piemonte, Amministrazione della Difesa ed Ente di gestione dell'area protetta, è stata avviata una collaborazione per l'elaborazione di un programma di iniziative da svolgersi nell'area del Galoppatoio Militare di Sassi, basato su quattro tipi di attività: organizzazione di manifestazioni, attività di ricerca e studio, visite guidate didattico-educative, gestione naturalistica e riqualificazione ambientale dell'area. E' stato realizzato un primo intervento naturalistico, con messa a dimora di filari di carpino, ricostituzione di una zona umida e operazioni di abbattimento e potatura di alcuni pioppi potenzialmente pericolosi lungo i percorsi di fruizione. E' inoltre in fase di attuazione un secondo lotto di opere riguardanti la sistemazione di sentieri, anche per ipovedenti e disabili motori, la collocazione di bacheche informative e la realizzazione di un punto di osservazione per l'avifauna, particolarmente ricca in prossimità della confluenza Po-Stura.
L'area interessata ha una superficie complessiva di 152.000 mq. Le risorse attivate fino ad ora ammontano a 43.000,00 Euro.
La gestione idrica: il caso della centrale AEM-Stura diga del Pascolo (comune di Torino)
La Legge Galli (L. 36/94 Disposizioni in materia di risorse idriche) ha assegnato ai Parchi un importante ruolo nel controllo delle quantità di rilascio che ogni derivazione dal fiume dovrebbe garantire nel corso d'acqua di origine, al fine di evitarne il suo depauperamento. Agli Enti viene infatti affidata la facoltà di richiedere le modifiche dei rilasci, sulla base di specifiche e motivate richieste.
Il Parco del Po ha avviato una serie di azioni in tal senso coinvolgendo anche l'AEM di Torino, che detiene una concessione di derivazione per la produzione di energia idroelettrica.
La Provincia di Torino ed il Parco hanno concordato con la Società AEM un protocollo sperimentale di rilascio che ha consentito di elevare a 15 mc/sec le quantità restituite al Po, migliorando sensibilmente la precedente situazione.
La collaborazione ha inoltre permesso di contribuire, anche con le modifiche ai rilasci poco a valle alla Centrale Cimena dell'ENEL, al miglioramento del corso d'acqua, pur trattandosi ancora di limitate modifiche che saranno efficaci solo se applicate con regolarità lungo tutte le derivazioni presenti.
La riqualificazione naturalistica dell'Isolone Bertolla fra San Mauro e Torino
Con la realizzazione del canale derivatore della centrale AEM della Diga del Pascolo, alla confluenza fra Stura di Lanzo e Po, si è originata una porzione di terreni collocati a fianco del Po sulla sinistra orografica, ma da esso separati: l'Isolone Bertolla che prende il nome dalla borgata adiacente Barca-Bertolla. Nel corso degli anni l'isola è stata oggetto dell'insediamento della prima colonia urbana di aironi in Torino, oltre che essere diventata punto di sosta di tante specie di uccelli di passo migratorio.
Nel 1993 l'Ente ha predisposto un progetto di riqualificazione con la contestuale assunzione di titolarità delle aree originariamente assegnate dal demanio dello Stato a soggetti privati (che coltivavano esclusivamente pioppi ibridi) piantumando l'intera area con specie locali proprie degli ambienti fluviali naturali. L'intervento non ha interessato la porzione centrale dell'Isolone, sede con relativa concessione riservata di pozzi della SMAT, che li utilizza per l'approvvigionamento idrico dell'area torinese. L'intera area è oggi oggetto di una nuova fase di progettazione per l'allestimento di percorsi didattici e nuovi interventi di riqualificazione.