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ACQUE DI PO FRA CHIVASSO E VERRUA SAVOIA. CANALI E CONFLUENZE |
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Con l'Istituto Comprensivo di Verolengo, l'Ente di gestione ha attivato una serie di collaborazioni con la stipula di un accordo condiviso anche con l'Amministrazione comunale locale. Grazie ai contributi ricevuti dall'Istituto è stata avviata una serie di attività didattiche che hanno portato alla realizzazione di numerosi lavori e materiali didattici improntati allo studio ed alla valorizzazione del Rio Corno Chiaro, locale braccio di derivazione naturale del Po che conserva interessanti elementi naturalistici e paesaggistici. Tale ambito, oggi particolarmente dequalificato e degradato, è stato oggetto di un progetto di recupero promosso e finanziato dall'Ente Parco che ha previsto la realizzazione di percorsi vita e di aree attrezzate per un importo di circa 200.000 Euro. Il progetto è stato particolarmente seguito a livello locale ed ha segnato una stretta collaborazione fra le strutture educative e l'Ente di gestione.
L'area della città romana di Industria ricade in gran parte all'interno del territorio protetto e su tale territorio l'Ente ha sviluppato una proposta di collaborazione con il Comune di Monteu da Po e la Soprintendenza Archeologica del Piemonte al fine di riqualificare l'insieme della zona oggi non sufficientemente dotata di attrezzature per la visita. Il contesto, infatti, si presenta alquanto dequalificato, privo di punti di accoglienza, di percorsi di vista e di un ingresso attrezzato all'area attualmente portata in luce dagli scavi. L'importanza del sito rende però necessario l'avvio di un progetto che l'Ente ha redatto e che è stato candidato alla Regione per una sua prima attuazione. Le difficoltà nel coordinare i diversi soggetti e di superare le singole competenze non ha ancora permesso di attivare tutte le procedure necessarie, ma il percorso è stato avviato anche grazie alla creazione di un vasto quadro programmatico che definisce con chiarezza le diverse e complesse tematiche coinvolte che hanno anche ricadute sul PRG comunale, dai temi insediativi, alla viabilità di accesso, alla riconversione dell'ampia area militare con edifici prospicienti gli scavi.
Il progetto, coordinato dall'Ente Parco di concerto con i Comuni di Brusasco e di Cavagnolo, comprende una serie di opere di miglioramento forestale e la realizzazione di infrastrutture per la fruizione mediante l'utilizzo di finanziamenti di diversa natura, finalizzati a tre interventi correlati fra loro. Nel complesso sono state attivate risorse per 369.000,00 Euro. Nel 2001 l'Ente di gestione ed i Comuni di Brusasco e Cavagnolo stipularono una convenzione per la realizzazione di una serie di iniziative finalizzate alla riqualificazione ambientale e naturalistica della Riserva Naturale Speciale del Baraccone. Tale convenzione ha portato all'attuazione di un primo intervento di rinaturalizzazione, consistente nella ricostituzione di boschi ripariali e planiziali con messa a dimora di 8.900 piantine di specie autoctone, realizzato dal Comune di Cavagnolo mediante un finanziamento della L.R. 32/1982 ottenuto grazie ad un progetto di iniziativa dell'Ente di gestione ed adottato dal Comune stesso. Successivamente l'Ente Parco ha avviato la realizzazione di infrastrutture per la fruizione (parcheggi, aree di sosta, percorsi naturalistici, capanno di osservazione, miglioramento di percorsi di fruizione) in entrambi i Comuni, mediante un finanziamento di 186.000,00 Euro da parte del Settore gestione aree protette della Regione Piemonte. Infine, sempre l'Ente di gestione, ha ottenuto l'ammissione ad un finanziamento nell'ambito del Piano Regionale di Sviluppo Rurale, per un intervento cofinanziato in parte dall'Ente stesso e in parte dai Comuni, per un importo complessivo di oltre 93.000,00 Euro, finalizzato al miglioramento dei boschi secondo i principi della selvicoltura naturalistica. Gli interventi, già avviati, riguardano conversioni ad alto fusto di cedui invecchiati e nuove piantagioni forestali. |