LA PIANURA CARMAGNOLESE. AGRICOLTURA E CAVE LUNGO IL PO
Il bacino di lagunaggio Smat e l'area estrattiva di Cascina del Rotto della società Zucca e Pasta (comune di La Loggia)
Inserito nell'ambito di uno dei progetti di riqualificazione ambientale delle attività estrattive, l'intervento in oggetto è stato accompagnato anche all'espressione di parere in merito alla creazione del nuovo impianto di captazione delle acque per l'Acquedotto di Torino, oggi alimentato per circa il 20% da acque del Po. Le attuali captazioni risentono però dell'inquinamento degli affluenti come il Banna: il nuovo bacino di lagunaggio si presta quindi a diventare un polmone di trattamento che può anche sopperire a momenti di crisi idrica della città garantendo un'autonomia di 30 giorni.
Il percorso di redazione del parere ha permesso, con un percorso di concertazione congiunta fra le amministrazioni ed i soggetti proponenti, di modificare il progetto presentato evitando la distruzione della Cascina del Rotto con il mantenimento dell'intero complesso e la riduzione dell'area estrattiva.
L'impianto di trattamento e riciclaggio di inerti e macerie edilizie Cavit (comune di La Loggia)
L'intervento ha riguardato la proposta per l'espansione, da un'area di 12.000 mq ad una di 20.000 mq, di una zona per lo stoccaggio di materiali inerti e macerie edilizie, nell'ambito di un impianto di riciclaggio per la produzione di conglomerato cementizio. La richiesta è stata presentata dalla Società CAVIT S.p.a., con un intervento che, a fronte di un ampliamento dei piazzali, prevedeva una serie di interventi di compensazione ambientale quali il mantenimento del segno del meandro, la piantumazione di specie arboree autoctone, la restituzione di superfici all'uso agricolo (prato), nonché un ridisegno della viabilità di accesso al fine di renderla più funzionale anche per la fruizione dell'area.
Potenziamento della centrale termoelettrica AEM di Moncalieri (comune di Moncalieri)
Intervento ai confini del Parco per opere finalizzate ad incrementare la produzione di energia elettrica, con ricadute ambientali assoggettate a procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) di competenza statale. L'intervento oltre all'impatto paesaggistico delle nuove strutture, ben visibili dalla tangenziale Sud, comporta ricadute ambientali sia in termini di scarichi di acque di raffreddamento nei corpi idrici (canale di derivazione AEM poco a monte della confluenza Po-Chisola), sia in termini di incremento delle emissioni in atmosfera di ossidi di azoto (NOx). Il parere espresso dal Parco ha affrontato le conseguenze previste sulla componente idrico-idrobiologia, dovute all'aumento dei fabbisogni idrici della centrale ed all'aumento di temperatura dell'acqua utilizzata in parte per il raffreddamento degli impianti; aspetti relativi alla vegetazione, con richieste relative al rispetto di filari e siepi campestri; aspetti paesaggistici, con richieste di maggiore specificazione delle specie arboree da utilizzare per gli interventi di mitigazione ambientale, nonché di garanzia di manutenzione degli impianti a verde.
L'atto finale è stato di competenza della commissione ministeriale VIA. In questo tipo di procedimenti il parere del Parco non incide quindi direttamente sull'atto finale, ma è parte di un procedimento intermedio di competenza regionale. Uno dei problemi connessi a questo impianto di produzione è relativo al successivo monitoraggio per la verifica del raggiungimento degli obiettivi inerenti l'emissione di ossidi di azoto dei turbogas ed il mantenimento di valori del deflusso minimo vitale a valle del punto di prelievo del Canale AEM a La Loggia.