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IL SANGONE. IL FIUME DI PIETRE |
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La Regione Piemonte attraverso un comitato apposito ha promosso la realizzazione di un parco a tema dedicato alla storia dell'evoluzione dell'uomo, con la creazione di strutture di visita, di un centro visita e museale ed altre diverse strutture che prevedono la ricostruzione di accampamenti preistorici ed una serie di attività divulgative connesse. L'iniziativa andava ad occupare, precludendolo alla libera fruizione pubblica, il Boschetto di Nichelino: una delle ultime aree naturaliformi collocate in città, dell'estensione di oltre 30 ha, lungo l'asta del Sangone. Ritenendo l'intervento troppo invasivo ed anche in contrasto con la normativa idraulica, che tutela l'area in quanto esondabile e nella quale non è consentita la realizzazione di opere permanenti, il Parco ha svolto un ruolo di coordinamento fra i diversi enti coinvolti consentendo di giungere alla conclusione che l'area non risultava in realtà idonea, formulando così un parere non favorevole all'intervento. Tale azione ha consentito oggi di poter far partire un nuovo intervento di riqualificazione per la libera fruizione pubblica, finanziato con i fondi della Misura comunitaria Corona Verde; l'intervento è attualmente in corso di realizzazione da parte del Comune di Nichelino che è anche divenuto il proprietario dell'area.
Nel settembre del 1998, durante un servizio di vigilanza all'angolo fra C.so Unione Sovietica e strada Castello di Mirafiori, i Guardiaparco rilevarono la presenza un'area cantierata all'interno della quale era in corso la realizzazione di un distributore di benzina per una superficie di circa 5.000 mq, costituito da punti di rifornimento, da un fabbricato con locale bar ristoro, da uno spazio vendita e magazzino ed una zona per il lavaggio degli autoveicoli. A seguito delle verifiche effettuate emerse che, pur essendo in atto una concessione edilizia comunale, l'intervento era privo di autorizzazione ambientale ai sensi della L. 431/85; ciò portò al blocco dei lavori. La richiesta di parere, a seguito del blocco del cantiere, fu inoltrata dal Settore procedimenti istruttori edilizi della Città di Torino, su istanza della Società Total Fina. Il parere è stato non favorevole sulla base dell'analisi basata soprattutto sul raffronto fra il progetto e gli obiettivi del Piano d'Area per le zone classificate N2 (zone di integrazione fra aree naturali ed agrarie). Si verificò inoltre che l'intervento non rispondeva ad una reale esigenza di interesse pubblico. La Società TOTAL FINA presentò ricorso al tribunale amministrativo regionale, chiedendo un contestuale risarcimento di danni all'Ente di gestione. Dopo diverso tempo l'istanza di ricorso è stata respinta.
L'intervento prevede il recupero di un fabbricato di origine rurale, risalente alla seconda metà del 1800, sito nella piana agricola, in sponda sinistra del torrente Sangone, compresa tra il comune di Rivalta di Torino ed il comune di Bruino e collocato all'esterno della fascia di pertinenza fluviale, nella zona 27s A2 del Piano d'Area. All'interno della stessa proprietà, in una piana di circa 60 ettari, oltre a Cascina Nuova (oggetto della scheda), è compreso il complesso agricolo ai piedi della collina morenica denominato "Rifoglietto". Il contesto agricolo prospiciente il fiume e la collina, in un ambito fortunatamente ancora privo di insediamenti urbani arteriali, risulta di particolare interesse e conferisce a questo lembo di territorio un carattere di grande pregio necessariamente da salvaguardare. |