IL PO IN CITTA' TRA NATURA E ARCHITETTURA. LE VALLERE, I MURAZZI, IL MEISINO
Un impianto di golf nell'area attrezzata Le Vallere (comune di Moncalieri)
Nell'ambito dell'Area attrezzata del Le Vallere il Piano d'Area prevedeva la creazione di un impianto sportivo senza indicarne tuttavia il tipo ed i caratteri di destinazione. Su tale previsione normativa è stato presentato il progetto di allestimento di un campo da golf a nove buche con contestuale recupero e destinazione a centro servizi di un edificio già presente nell'area. Gli elementi di criticità presentati dal caso erano legati all'occupazione di una vasta area agricola e la contestuale separazione della fruizione pubblica dal fiume, oltre alla scelta di un impianto che presenta particolari problematicità in ordine alla gestione di fitofarmaci.
Il formale parere espresso, di carattere negativo, ha segnalato una serie di elementi di compatibilizzazione (quali la previsione di un percorso di sponda progettato, di un di parcheggio di attestamento, di un percorso di passaggio all'interno dell'impianto stesso ed il convenzionamento con il Comune di Moncalieri) ha consentito comunque il rilascio della concessione a fronte di una serie di valutazioni tecnico normative che non giustificavano il completo diniego dell'opera.
L'intervento ha inoltre permesso di ridestinare ad aree verdi alcune porzioni delle Vallere: ciò ha posto le basi per lo sviluppo del Progetto Hortocampus da parte dell'Ente Parco.
Un parco nell'ex-zoo di Torino: una porzione di verde in gabbia
Un difficile percorso di ricomposizione di un'area verde lungo il Po cittadino. La Città di Torino, con il Teatro Juvarra, ha previsto la trasformazione dell'edificio dell'Ex-rettilario in teatro con una serie di ampliamenti e di modifiche. Tale opera si colloca in un parco frammentato da anni da attività e gestioni alquanto diverse una dall'altra. La mancanza di un disegno organico dell'insieme del complesso, oggi occupato anche dai padiglioni di Experimenta (manifestazione scientifico educativa della Regione), rende l'uso di questa limitata ma significativa porzione della sponda cittadina del Po, alquanto critico. Il Parco ha espresso un parere favorevole solo dopo una fase di confronto tesa ad ottenere un impegno formale della Città di Torino a redigere un progetto organico che comprenda la Biblioteca Geisser inserita nell'area. Il parere ha permesso di stimolare un confronto con il Parco aprendo un tavolo formale per il disegno organico del Parco. Tale attività è certo importante ma presenta elementi di debolezza non essendo invece effettuata con un processo inverso, che preveda l'acquisizione di un progetto organico approvato e solo successivamente l'inserimento dei singoli progetti nel quadro generale.
Il parco del Meisino (comune di Torino)
L'intervento previsto consiste nella costruzione da parte della Città di Torino del nuovo parco pubblico nell'ambito del progetto Torino Città d'Acque, nell'area della confluenza della Stura di Lanzo con il Po (per circa 50 ha ed importo opere di 5.000.000 di Euro) da attuarsi in diversi lotti come specificato all'interno della Scheda progettuale n. 8 del Piano d'Area.
Questa area è stata oggetto di diverse istanze precedute dalla presentazione di un progetto generale di sistemazione che ha funzionato da progetto preliminare complessivo sul quale sono stati orientati i successivi lotti attuativi. La proposta si articola in una serie di interventi: la realizzazione di aree verdi con allontanamento di attività improprie; la creazione di percorsi; le sistemazioni spondali; la realizzazione di parcheggi e l'allestimento di orti urbani regolamentati. Il parere è stato favorevole, con alcune limitazioni in ordine alla previsione di strade di percorribilità rilevate sul piano di campagna ed alla presenza di un eccesso di impianti sportivi; l'inserimento dell'area nel territorio protetto ha agevolato alcuni passaggi procedurali consentendo la realizzazione delle opere.
A fronte degli interventi di riqualificazione sono stati complessi e ardui i momenti di azione diretta della città per l'acquisizione delle aree, generando il non ancora risolto assetto interno degli usi con il mantenimento di siti impropri e non ancora riqualificati. Inoltre risultano difficili gli aspetti gestionali per la semplice accessibilità che rende l'area utilizzata da campi nomadi.