IL PO FUORI PORTA. DA SAN MAURO ALLA PIANA DI SAN RAFFAELE
Un nuovo ponte di 2 km sul Po fra la S.R. 11 e la S.P. 590 (comuni di Brandizzo, Gassino e San Raffaele Cimena)
La proposta è formulata dall'ARES Piemonte e riguarda la realizzazione di un nuovo ponte sul Po di circa 2 Km di lunghezza con opere di attestamento ed innesto con la S.P. 590 e la S.R. 11, con ampie aree di raccordo e rotonde e risulta attualmente in fase di valutazione VIA (ottobre 2005).
L'opera rappresenta uno dei segmenti dell'ipotesi di realizzazione della tangenziale Est dell'area torinese.
Nella sua prima fase di elaborazione non sono state previste opere di compensazione ambientale, approfondendo le tematiche ambientali in modo insufficiente. Il ponte sorgerebbe in un territorio altamente sensibile dal punto di vista sia ecologico che paesaggistico andando ad interessare la pianura antistante i rilievi collinari nota come Piana di San Raffaele. Nella fase di costruzione del progetto l'Ente è stato consultato al fine di contemplare le necessarie misure compensative, aprendo un tavolo di lavoro congiunto che in sede di VIA non ha però sviluppato adeguatamente le misure preliminarmente richieste.
Tali aspetti ambientali e di attenzione al paesaggio dovrebbero invece far parte di criteri e standard di progettazione e non connessi a fasi di trattativa con un Ente come in questo caso. Inoltre, il progetto si configura come opera specifica, ma è in realtà parte di un contesto più ampio (quello della futura tangenziale Est) che viene però considerato solo come sfondo al tema.
La gestione idrica: il canale Enel-Cimena
La Legge Galli (L. 36/94 Disposizioni in materia di risorse idriche) ha assegnato ai parchi un importante ruolo nel controllo delle quantità di rilascio che ogni derivazione dal fiume dovrebbe garantire nel corso d'acqua di origine, al fine di evitarne il suo depauperamento. L'Ente può infatti richiedere le modifiche dei rilasci, sulla base di specifiche e motivate richieste.
Il Parco del Po ha avviato una serie di azioni in tal senso coinvolgendo l'ENEL che possiede una concessine di derivazione per produzione di energia idroelettrica.
La Provincia di Torino ed il Parco hanno concordato con la società un protocollo sperimentale di rilascio che ha consentito di elevare a 15 mc/sec le quantità di rilascio in Po, migliorando la precedente situazione. Tale collaborazione ha permesso di contribuire al miglioramento del corso d'acqua pur trattandosi ancora di limitate modifiche che saranno efficaci solo se applicate con regolarità lungo tutte le derivazioni presenti.
Interventi di trasformazione in cascina Poasso nell'ambito di un annucleamento rurale in fraz. Mezzi Po (comune di Settimo Torinese)
L'Ente di gestione ha rilasciato diversi pareri riguardanti interventi nell'area della frazione Mezzi Po, il più delle volte a seguito di un'analisi critica di progetti presentati per le nuove realizzazioni o per il recupero di edifici di origine rurale, ed a seguito di un confronto costruttivo con i professionisti ed i tecnici comunali. Gli interventi realizzati negli ultimi anni hanno pertanto consentito di salvaguardare, almeno in buona parte, la testimonianza storica data dall'annucleamento rurale, senza tuttavia poter più rimediare ai danni ambientali provocati, in un recente passato, da interventi che hanno portato alla realizzazione di nuovi edifici o alla ristrutturazione di fabbricati rurali, con caratteri e tipologie architettoniche assolutamente avulsi dal contesto territoriale tradizionale locale.
Il caso di Cascina Poasso è esemplare per l'accavallarsi di diverse istanze non coordinate fra di loro e attivate da diversi privati titolari di porzioni del fabbricato, nel quale la ricomposizione di un disegno complessivo non è stata possibile non essendo disponibili strumenti attuativi in tal senso a livello di PRGC comunale.
L'Ente ha comunque tentato di applicare minimi criteri di coerenza per evitare il completo snaturamento dell'edifico.
L'Ente ha inoltre sviluppato proposte compensative con interventi di riqualificazione del contesto fluviale immediatamente connesso al tracciato della viabilità progettata.
Il sistema degli argini nell'abitato di San Mauro (comune di San Mauro)
In seguito all'evento alluvionale dell'ottobre 2000 il nodo idraulico di San Mauro è stato interessato da una serie di opere che hanno avuto l'obiettivo di mettere in sicurezza gli abitati di entrambe le sponde in una realtà nella quale non si era mai affrontata con adeguati interventi la regimazione delle acque; un'area, inoltre, che presenta una serie di criticità dovute all'ormai eccessivo restringimento degli alvei, stretti fra l'edificato e le numerose opere di traverse di derivazione (l'AEM Diga del Pascolo a monte e l'ENEL-Cimena a valle). Le opere hanno interessato, in particolare, il sistema arginale posto sulla destra orografica la cui sistemazione è stata anche occasione di raccordo al Comune di Torino con percorsi ciclabili che hanno riaperto la percorribilità della fascia spondale. A fianco di tale progetto è stato completato il sottopasso, con la realizzazione di una breve circonvallazione all'abitato di San Mauro che ha, purtroppo, occupato una nuova porzione di alveo.
Su quest'ultima opera, grazie all'azione del Parco che ha fatto riaprire la conferenza autorizzativa, è stata realizzata una nuova piazza con affaccio sul Po che ha comunque permesso di riqualificare il rapporto fra edificato e fiume.