I temi del Piano
Aspetti territoriali e urbanistici
L'attività di analisi del tema territoriale e urbanistico viene sviluppata con l'obiettivo di una stretta
interconnessione con i lavori delle diverse aree di competenza (antropologica, socio-economica,
paesaggistica), al fine di giungere ad impostare le linee-guida per la successiva fase di
redazione del piano socio-economico.
In particolare, in questa prima fase di lavoro, si intende restituire il quadro delle prospettive di
trasformabilità dei territori del parco del Po, prestando attenzione agli ambiti che più direttamente
sono interessati e/o coinvolgibili nelle azioni di valorizzazione. Come si è detto nella prima fase le
analisi riguarderanno gli ambiti comunali puntualmente individuati: Carignano, Rivalta, San
Mauro, Chivasso, Verrua Savoia, Castagneto Po, Pino Torinese.
Con riferimento perciò alle quattro linee strategiche sopra individuate di concerto (sviluppo
dell'attività agricole, fruizione dei territori, valorizzazione delle emergenze e dei sistemi storicoculturali,
valorizzazione delle emergenze e dei sistemi storico-culturali) si procederà, per questi
sei comuni, a comporre il quadro delle aspettative di trasformabilità territoriale e delle
iniziative di valorizzazione paesaggistica che riguarderà:
- analisi delle previsioni urbanistiche, volto a definire le attese di trasformabilità territoriale e
il sistema dei vincoli e delle tutele emergenti dai PRG vigenti;
- analisi delle proposte e dei progetti di valorizzazione in corso di realizzazione e proposti di
scala locale e sovra-locale.
Il risultato di questa prima fase di analisi porterà alla restituzione, per i territori dei sei comuni
selezionati, dei seguenti temi strategici così articolati:
- per lo sviluppo dell'attività agricole verranno individuati quei territori che per capacità
d'uso del suolo, per destinazione d'uso e per previsioni urbanistiche sono potenzialmente
valorizzabili anche per nuove produzioni o per estensione/ potenziamento di quelle
esistenti.
- per la fruizione dei territori verranno individuate le esigenze di riqualificazione e
valorizzazione di aree (es. rinaturazione di aree di cava), infrastrutture e servizi già
esistenti o previsti e di nuovi collegamenti, trasporti e servizi di vario genere (es. aree di
sosta, punti ristoro, strutture ludiche e sportive, …) necessari per costituire un sistema di
fruizione portante della Collina e del rapporto tra Collina e Fiume.
- per la valorizzazione delle emergenze e dei sistemi storico-culturali verrà ripreso da
studi esistenti il patrimonio già individuato, al fine di metterlo in relazione con i luoghi e i
sistemi di fruizione che emergeranno dagli studi per la fruizione e dalle indagini sulla
percezione sociale dei luoghi.
- per la valorizzazione ambientale, naturalistica e paesistica, attraverso una sintesi
degli studi svolti, verranno individuati ambienti e paesaggi direttamente connessi allo
sviluppo delle attività agricole e alla fruizione dei territori, al fine di indicare le esigenze di
tutela e le criticità da superare in termini di conflitti d'uso del suolo.
Condizione necessaria per poter avviare tale PRIMA FASE di lavoro è il reperimento, da parte
degli Uffici del Parco, della seguente documentazione:
- cartografia di base (scala 1:5000) della provincia di Torino;
- mosaicatura dei PRG dei comuni della provincia di Torino (effettuata di recente dagli Uffici
della Provincia);
- studi IPLA aggiornati elaborati di recente per il PTR.
Aspetti antropologici
Tali aspetti sono finalizzati a sviluppare tutti e 4 i punti sopraindicati (agricoltura, fruizione, aspetti
socio-culturali, paesaggio) e si precisano nel seguente piano d'azione semestrale:
- individuazione delle comunità locali con caratteristiche economiche, sociali e culturali
scelte come aree-campione;
- individuazione degli stakeholders e degli opinion leaders di ciascuna area, ma anche dei
suoi 'custodi di memorie'. Rientrano in questa categoria storici locali, esercenti di mestieri
fluviali, esponenti di associazioni locali, etc;
- individuazione della rete di agricoltori, allevatori e produttori di prodotti tipici su cui
sviluppare un'ipotesi di sistema rurale a supporto della rivitalizzazione turistica del parco
del Po e della Collina.
- effettuazione di interviste, sia individuali, sia attraverso focus group a soggetti significativi
per la Ricerca (vedi due punti precedenti). Si tratterà, all'inizio, di interviste libere; sulla
loro base sarà possibile predisporre una traccia più formalizzata. Tali interviste
svilupperanno aspetti più specificamente antropologici (rapporto con il Fiume e la Collina,
senso di appartenenza, identità) ma cercheranno di individuare anche la disponibilità da
parte dei soggetti ad essere coinvolti in progetti di rivitalizzazione rurale e fruizione
turistica dell'area.
- creazione dei primi nodi di una rete della comunità fluviale utile sia alla Ricerca che ad
eventuali future iniziative turistico-commerciali;
- stesura di una relazione che, oltre a documentare i risultati fin qui ottenuti, indicherà le
linee di ricerca successive, relative a tutto il territorio fluviale.
Aspetti socio-economici
Per quanto riguarda le tematiche socio-economiche, l'intento è quello di proporre un equilibrio tra
tutela e sviluppo, per mostrare che gli Enti gestori delle aree protette sono in grado di
programmare interventi strategici non esclusivamente ambientali, ma anche di sviluppo
economico, verificandone l'attuabilità sia in termini tecnici, sia finanziari. Nell'ottica, quindi, di
capovolgere il meccanismo classico di pianificazione strategica per obiettivi - linee di azione -
interventi, assodati i contenuti di cui al documento programmatico "POTO.2010 Prospettive del
Parco fluviale del Po torinese: 10 azioni per il Grande Fiume", la proposta di lavoro intende
sviluppare verifiche preliminari di fattibilità per alcuni progetti di intervento compresi nei quatto
filoni proposti. Pertanto, a partire dalle informazioni già sistematizzate, quali ad esempio indagini
preliminari sugli ambiti di riferimento ed una mappatura urbanistica dell'esistente per temi
- agricoltura, attività economiche, emergenze storico culturali, …-, sarà possibile procedere ai
successivi approfondimenti socio-economici e di fattibilità.
- Individuazione e riorganizzazione (secondo i filoni strategici individuati) di una serie di
proposte preliminari di intervento, sia in termini di opere materiali, sia di azioni immateriali
(prima fase).
- Relativamente a tali proposte verrà quindi segnalata l'eventuale presenza di verifiche
preliminari di fattibilità dal punto di vista tecnico-economico, con l'indicazione di specifiche
criticità e punti di forza (prima fase).
- Definizione del programma di interventi da promuovere con la redazione del PSE, con
indicazione di un'ipotesi di successione temporale, anche tenendo conto degli elementi di
fattibilità procedurale (seconda fase).
- Verifiche puntuali di fattibilità economico-finanziaria per gli interventi di start up (seconda
fase).
- Analisi dei possibili canali di finanziamento (seconda fase).
- Ipotesi relative alla fase di esercizio degli interventi per la definizione del modello
gestionale e dei costi di manutenzione (seconda fase).
La prima fase si concluderà con la stesura di schede sintetiche relativamente a ciascuna
azione proposta, che ne riassuma caratteristiche e contenuti; la seconda, invece,
implementerà i contenuti di alcune schede (quelle relative agli interventi di start up) attraverso
la stesura di un rapporto sulla fattibilità tecnico-economica.