Tra il Sangone e l'impianto dell'acquedotto di Torino esi-ste un'area che ci si ostina a non vedere. È un aggregato di capannoni e di piazzali di deposito, che nulla ha di strano se non che si trova inesplicabilmente collocato in uno dei luoghi mitici del Po: la confluenza del Sangone di pavesiana memoria. Forse occorre cominciare a guardar-lo questo luogo. A confrontarlo con vecchie foto. Per scoprire che esso costituisce un problema. Forse è giun-to il momento di ragionarci su, di porvi mano per capire come si possa recuperare alla città uno dei luoghi poten-zialmente più suggestivi della storia del "selvaggio" Po urbano.