Il Valentino è pieno di luoghi recintati. Oggi si discute se recingere questi luoghi con un'ulteriore recinzione che racchiuda tutto il parco. Esso sembra essere destinato a diventare il recinto dei luoghi recintati. Tutto ciò nell'illusoria speranza di maggiore sicurezza. Se questo fosse lo standard, dovremmo attenderci la recin-zione del parco Michelotti, di Italia 61, delle Vallere, ecc.. Il Valentino ha, in realtà, un eccesso di superficie asfalta-ta, di parcheggi e di baracche, perché tali sono i locali di ritrovo in esso presenti. Forse bisogna ridurre l'asfalto, i parcheggi e demolire le baracche imponendo uno stile. Forse bisognerebbe avere il coraggio di demolire il Padi-glione interrato di Morandi e ricavare al suo posto un giardino a cavea. Sarebbe il segno d'inversione di una tendenza che negli anni si è protratta e che ha assecon-dato la tentazione di costruire nel parco. Forse giovereb-be un concorso internazionale di idee per la riqualifica-zione del più importante parco storico di Torino (sempre che ciò non rinfocoli la tentazione di costruire).